Blog

Stateless

La serie che mi è entrata dentro e non mi lascia. 

Guardata quasi tutta in un giorno e quasi tutta senza fiato.

Stateless ti fa trattenere il respirto, ti abbraccia con tutta la sua carica emotiva, ti racconta tutta la tristezza della realtà del nostro mondo.

Ho scoperto Stateless per caso, facendo “zapping” su Netflix con mio marito; eravamo alla ricerca di una nuova serie da condividere e mi è balzato subito agli occhi il volto di uno degli attori protagonisti: Yvonne Strahovski.

Quando l’ho vista ho subito pensato: “è la stessa attrice di The Handmaid's Tale” (mi emoziono quando riconosco gli attori 😊), “è bravissima, di certo anche questa serie sarà alla sua altezza”. L’ho adorata ne Il Racconto dell’ancella, un’altra serie di cui dovrò assolutamente parlarvi… e mi ha fatto venir voglia di guardare Stateless anche se mio marito non la pensava allo stesso modo.

L’ho guardata da sola, in lingua originale per poter assaporare al meglio i dialoghi, i monologhi e tutto il lavoro di sceneggiatura che si nasconde nel girato. È tratta da fatti realmente accaduti e questo fa venire la pelle d’oca: perché? Perché la serie racconta la storia di alcuni rifugiati che sono detenuti in un centro per migranti in Australia. Sono diverse le narrazioni che si incrociano e le figure protagoniste lasciano il segno ed emozionano per la loro vita. Speciali sono le interpretazioni del cast, assolutamente in grado di lasciar trasparire la verità più nuda e gli stati d’animo di chi quelle situazioni le ha vissute davvero.

Ogni episodio è affrontato con infinita purezza e altrettanta forza emozionale. Le immagini si incidono nella mente e ti lasciano uno stato d’animo davvero angosciato. La fortuna che abbiamo noi è che subito dopo possiamo cambiare serie, canale, uscire a fare una passeggiata, andare al centro commerciale e… voilà l’angoscia sparisce. Ma l’angoscia dei detenuti, dei migranti, dei rifugiati… quella non va via. Non si cancella.

Questa è una di quelle serie tv che DEVE essere vista e che dovrebbe essere divulgata anche nelle scuole. Ti apre gli occhi, ti fa venir voglia di partire, di fare qualcosa per chi non può difendersi da solo, per chi non è altro che una composizione di numeri e lettere.

Cosa mi ha insegnato Stateless?

Stateless mi ha fatto piangere, arrabbiare, commuovere e riflettere. Mi ha fatto pensare a quanto sono fortunata, a quanto si possa soffrire, a quanto sia importante riuscire a vivere ogni giorno con le persone che amiamo, a quanto possa essere duro affrontare la separazione da un figlio, a quanto la mente umana sia fragile.

Stateless scuote gli animi e affronta il tema dell’ingiustizia sociale, quello della malattia mentale, quello delle sette che manipolano chi è debole, quello della difficoltà economica che è in grado di portarti a compiere gesti drammatici e quello dell’amore per i figli.

 

Amo questa serie. È finita in cima alla lista delle mie preferite. Vi consiglio di guardarla e sono certa che piacerà anche a voi.

CONDIVIDI
Moi

Sono Francesca, mamma, moglie, figlia, sorella e amica.

Amo scrivere, leggere, guardare serie tv, andare al cinema, parlare, parlare, parlare e... ridere!